Ho aperto e chiuso questa pagina circa dieci volte in pochi minuti perché vorrei dire tante cose e non so mai come dargli un senso.

Il 16 di Agosto è una data piuttosto insolita, non succede mai niente ad agosto, l’ho sempre considerato quel mese di passaggio dove tutti i propositi vengono lasciati li, a galleggiare sul mare in attesa di settembre.

Ma il 16 Agosto per me è diventato importante, è una data che tengo li in un angolino e spero sempre che non arrivi ma poi arriva e non so come prenderla.

 

Sono passati due anni e io non ne parlo mai più di tanto perché per un po’ mi sono detta che io voglio essere tutto tranne che la mia malattia ma ora ho capito che forse è stato proprio il cancro a definire chi sono.


Fa paura vero, quella parola? A me non più.

 

Ero in calabria il 16 Agosto di due anni fa, avevo fatto una sopresa ai miei zii, Calabria significa famiglia e senza quel pezzettino di cuore forse sarebbe stato tutto diverso.

Dicevo, ero in Calabria, avevo iniziato le chemio a maggio e la mia faccia diventava sempre più rotonda, i capelli fini fini quasi scomparsi ma io non ne volevo sapere perché avrei fatto di tutto pur di non farlo diventare reale.
Non so bene cosa mi abbia spinto a farlo, forse le parole di mio zio o lo sguardo dei miei cugini ma dopo tre mesi di negazione ho detto di si.

Cinque minuti dopo eravamo in bagno con la macchinetta accesa e io con gli occhi chiusi che respiravo a fatica.

Non so bene quanto sia durato quel momento, forse pochi minuti che per me sono durati cento, fatto sta che ho aperto gli occhi e ho guardato nello specchio di fronte:  ciao nuova me, eccoti qui.

 

C’è stato poi un momento di silenzio di cui ricordo solo sguardi, occhi della tua famiglia e del tuo ragazzo che ti osservano.
Se avessero potuto con quegli occhi avrebbero detto tante cose.

Mi sono detta che andava fatto, che era giusto, che non era cambiato niente perché tanto i capelli non li avevo neanche prima e quindi sarebbe stata esattamente la stessa cosa.

 

E invece quel gesto ha cambiato tutto.

Ho capito che io sono la ragazza della prima foto unita all’altra della seconda, che siamo cosi’ uguali ma cosi’ diverse e tutte e due insieme oggi brindiamo a questo inno alla vita e alla forza di tutti noi.

Ci sono delle ragazze che mi scrivono a volte per chiedermi consiglio e io vorrei solo abbracciarle e dirgli che andrà tutto bene, che i capelli non sono un problema, che questo cancro di merda bisogna combatterlo.

Ma lo capisco, lo capisco bene che non è facile e possono dirci quello che volete, che siamo bellissime, che possiamo scegliere di avere una parrucca ma la verità è che tutti noi non vorremmo mai scegliere una cosa del genere: e va bene piangere, va bene ridere, va bene decidere di essere tutto ciò che volete essere.