Nascere non basta. È per rinascere che siamo nati. Ogni giorno.
(
Pablo Neruda)

Scoprire di avere un tumore ti rende instabile, non sai bene cosa stai affrontando, non sai come lo affronterai.
Assimili le parole che ti vengono spiegate ma non riesci a dare un senso logico, nella tua testa rimbomba una sola parola: cambiamento.

Ci sarà un cambiamento fisico e mentale, non sarai più la stessa ma questo già lo sai, sei cambiata già durante quei due secondi in cui hanno pronunciato la parola cancro.

Al cambiamento fisico però, ci si crede poco, o almeno io non pensavo che per me fosse possibile. Insomma, tra le varie sfighe vuoi che io le abbia proprio tutte?

Le statistiche dicono che quando fai la chemio, i capelli non si perdono sempre, a tante persone si indeboliscono e basta.

Dopo la prima terapia non è successo nulla. Sono tornata a casa e ho iniziato a pettinarmi ma tutto restava la al suo posto. Ho sorriso, mi sono fatta un bell’applauso.

Dopo la seconda è andato di nuovo tutto bene. La dottoressa mi ha chiesto se avessi notato cambiamenti e io fiera ho risposto di no, che stava andando tutto secondo i piani. Accadrà presto mi ha risposto,
“oh vedrai che ho ragione io” ho pensato quasi allo stesso tempo.

Alla terza c’è stato il primo momento down, quello che nel mio cervello è stato un segno di declino: mentre facevo la doccia mi sono rimasti in mano una quantità inesorabile di capelli scuri. Sono uscita, mi sono guardata allo specchio di nuovo e ho deciso che non me ne doveva importare nulla perché forse sarebbe successo solo quella volta, se fossi stata zitta nessuno lo avrebbe saputo e io sarei stata meglio.

Questo fino alla mattina dopo. 12 ore esatte tra il pensiero di essere diversa e la realizzazione che no, ero esattamente come tutte le donne malate di cancro.

Un pensiero che mi sono portata avanti per due anni, perché anche dopo la fine della terapia, a chi mi dice “ma come stai bene, i capelli corti di danno personalità” io vorrei dare un pugno in faccia.

La questione capelli è delicata.

Pensieri sparsi, tra una chemio e un’altra

Ho raccolto dei pensieri durante i mesi della malattia che vorrei riportare qua, riscriverli ora non avrebbe molto senso. Ho provato a dargli un senso logico ma sono arrivata alla conclusione che l’unico modo ragionevolo è quello di rivivere quel momento attraverso la famosa data, 20 Giugno 2017, quando tutto è iniziato.

“La questione capelli é una cosa molto delicata. Fin da piccola ho sempre amato cambiare taglio: biondi, corti, a caschetto, rossi,neri,viola, con la frangia ecc..
Ma questa volta ho avuto paura..stavolta non si trattava di una mia scelta, avrei dovuto farlo per necessità.
Non volevo sembrare malata..ho pianto, anche molto.

Poi una mattina mi sono guardata allo specchio e ho pensato che forse era arrivato il momento, quella scelta andava fatta senza pensare al dopo, dovevo fare quello che sentivo di fare. Sono uscita di casa, ho mangiato un gelato e ho deciso che avrei affidato questa scelta al destino. Ho vagato per le strade di Lisbona senza una meta precisa e ho trovato quello che stavo cercando: “Se ti fidi entra“.
Cosi è stato e adesso sono più felice di prima.

Non mi ci rivedo tanto in queste parole, il “sono più felice di prima” non mi appartiene. Forse ho semplicemente usato la parola sbagliata, forse avrei dovuto dire “consapevole”, si, suona anche meglio no?  SONO PIÙ CONSAPEVOLE DI PRIMA. E come darti torto vecchia amica.

ragazza e ponte di Lisbona

Capelli tagliati a giugno, dopo tre chemioterapie

 

Il 15 agosto però qualcosa cambia di nuovo. Stavolta non so neanche contare quante chemio ho già fatto ma una cosa la posso dire, mi si è ingrossata la faccia e no, non è solo colpa del cortisone, sto diventando pelata. Che è una parola brutta, quando dici pelato l’associazione che fai è uguale a malato.

Si perchè in questi due mesi, mentre i miei capelli cadevano la gente mi guardava e mentre mi guardava pensava “poverina”. Ci sono 45268294920 motivi per cui potrete provare a spiegarmi che non è vero ma la percezione che ha chi sta dall’altra parte sarà sempre diversa e a parer nostro “quella giusta”.

Presa da un raptus decido che è giunto il momento di fare quella cosa tanto temuta, rasarsi a zero. Vedi, cambia il verbo, cambia tutto. Rasarsi. Ok.

SBAM! Andava fatto fatto prima o poi no? E poi chissenefrega i capelli ricrescono! È strano, ora riesco a guardarmi allo specchio, cosa che fino a ieri non riuscivo totalmente a fare.
Mi sento bene, felice di aver fatto una delle cose che mi faceva paura!”

Ragazza-chemio terapia

avere il coraggio di uscire, “pelata”

 

ragazza e parrucca rosa

Puoi essere chi vuoi, puoi essere ciò che vuoi.

Un po’ di verità questa foto la trasmette, i capelli ricrescono. Non subito, non ora, ma ricrescono.

E poi sai cosa puoi fare? Puoi diventare chi vuoi, puoi decidere di essere un’altra te per un momento o per tanti piccoli attimi. Come ho fatto io al mio compleanno, che ho chiesto una parrucca rosa come regalo e sono stata esaudita. Et voilà, sono diventata Scarlett Johanson per una sera, Natalie Portman per un’altra e semplicemente Rossella dai capelli rosa un’altra volta ancora (anche alla laurea di mio fratello).

La chemio l’ho finita il 27 ottobre 2017 e neanche un mese dopo mi aspettavo di svegliarmi con la treccia. Ogni giorno mi dicevo, ma non hai imparato niente? No.

 

Fine della chemio, capelli che ricrescono

O forse si, stando a queste parole:

Questa foto l’avevo immaginata diversamente. Con i miei capelli lunghi sarebbe stata sicuramente più bella, magari con la treccia. E invece no, mi devo accontentare di come sono ora.. in questi mesi sono cambiata insieme al mio corpo, ho dovuto accettare cose che prima non riuscivo neanche a concepire e non è stato facile. C’è voluto un bel po’, considerando anche di quante insicurezze io sia fatta, ma ora so che va bene così. So che tutto questo mi sta facendo affrontare la vita in modo diverso e che la vecchia me non esiste più. I miei capelli sono morti e ora stanno rinascendo esattamente come me. Per questo da oggi quella R avrà un significato diverso: rinascita.

Rinascita è una delle parole più belle che abbiano mai inventato.

Comunque per riassumere i capelli sono poi cresciuti davvero, li ho fatti rosa, poi rossi, poi ho tolto il ciuffo, sono diventata color cioccolato, si sono schiariti e adesso sto aspettando che mi venga il caschetto. Ma in tutto questo qualcosa l’ho imparato e voglio condividerlo con voi, se qualcuna delle mie parole per dare anche un minimo di conforto io sono qua pronta ad aiutarvi a braccia aperte (e a scegliere la parrucca adatta ad ogni situazione)

Un anno fa oggi ho preso una delle decisioni più difficili per una donna: rasarsi a zero. Si perché sembra una sciocchezza quando hai un tumore, sembra una parte dimenticata, che non ha importanza. Invece io credo che per una donna sia una delle cose che più spaventa, perché quel piccolo cambiamento ti mette di fronte alla dura realtà: si, stai perdendo i capelli, successo anche a te, così si, si capisce che sei malata. Io ho riso all’inizio, ho detto a tutti quanto mi piacevo e quanto non mi importava anche se dentro urlavo. Ho aspettato e sto aspettando con ansia di riavere una chioma lunga, sono qua che litigo con questi ciuffi ribelli che sono ricresciuti più scuri e più mossi di prima. Oggi ho pianto ripensando a quel momento, mi sono sentita un po’ stupida perché ancora ricordo la sensazione della macchinetta sulla mia testa e so che forse si dovrebbe piangere per cose più importanti. Ma oggi va bene cosí, non sono più la stessa e non voglio tornare ad esserlo.

Nel frattempo sono passati due anni, quasi tre dalla fine della chemio e la perdita dei capelli. Ho capito tante cose e provo ogni giorno a ricordarmele, ho scoperto che rileggere queste parole fa ancora male ma fa anche tanto bene.

Ho conosciuto un’associazione bellissima che aiuta le donne che stanno affrontando la malattia a provare a sorridere un po’ di più: si chiama La Forza e il Sorriso, e io li ringrazio di esistere dal profondo del cuore.

Da tutte noi.